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IL PI Greco che si festeggia: HAPPY PI DAY!

Caro lettore, oggi è il 14 marzo e si celebra, a livello internazionale, la giornata del Pi Greco.

Sapete di cosa si tratta?

Questa ricorrenza avviene ogni anno in corrispondenza di “marzo 14”, ossia 3 ( il numero del mese di marzo) e 14 (numero della giornata) = 3,14 (π).

Facciamo un passo indietro per capire dove è nata questa festa e cosa si usa fare durante essa…

E indovinate che è nato il 14 marzo? Esatto, Albert Einstein!”

Giuro su quello che ho di più caro, ecco le cifre che fanno il pi greco 3,14 15 92 65 35 89 79 32 38 46…(I Simpson, citazione estratta da Wikiquote)”

 

Il “Pi Day”, come viene chiamato in inglese oggi, è la giornata nazionale dedicata al pi greco ed ebbe inizio 30 anni fa, grazie alla formazione della data inglese che prevede di anteporre al numero del giorno, quello del mese (3,14,2018), a San Francisco, California.

Nel 2009 venne riconosciuta come ricorrenza tanto originale fino ad arrivare al punto di essere celebrata, nel 2017, anche in Italia.

Solitamente le attività festive create per ricordare l’importanza del Pi greco in diversi ambiti, iniziano alle 15 del pomeriggio per un precisa estensione dei valori che caratterizzano la costante (3,1415).

Nel 2015 il Pi Day ha visto l’estensione più lunga in quanto è stata celebrata esattamente il 14 marzo 2015 e le feste sono partite dalle 9:26:53 di mattina = 3,141592653, le prime 10 cifre che caratterizzano il π.

I modi per celebrare questa giornata sono molti, e sono tutte attività collettive e divertenti: Larry Shaw, l’ideatore della Pi Day, per inaugurare l’iniziativa, decorò una serie di torte alla frutta con le cifre infinitesimali del Pi Greco…

da parate a buffet con cibo e dolci decorati con il simbolo “π” o con le cifre che compongono il valore, a maratone di 3,14 miglia e gare di matematica e geometria…

Un modo per comprendere un numero maggiore di persone con cui festeggiare.

Il motivo per cui questa giornata fu ufficialmente riconosciuta a livello nazionale, negli Stati Uniti, fu principalmente per avvicinare i più giovani verso una maggiore conoscenza in campo matematico.

Oggi si celebra la 30° giornata e i motivi per ricordare il Pi greco sono molti.

Al contrario delle altre costanti, il Pi greco, numero irrazionale, fornisce un valore preciso e il suo impiego non riguarda solo la geometria e la matematica, ma si dimostra fondamentale anche in campi come ingegneria, meccanica, scienze sociali… da algoritmi complicati che regolano la finanza alla biologia, architettura ed astronomia.

Nel 1897, in Indiana (USA), il matematico Edward Goodwin, presentò una sua teoria del Pi greco secondo cui il valore assoluto fosse π=3,2.

Il pi greco è un elemento fondamentale per la vita quotidiana che va al di là del problema che ti danno a scuola su come ricavare l’area del cerchio ( che per chi volesse la formula che ti fanno imparare a memoria sin dalle scuole medie è AREA DEL CERCHIO= raggio (alla seconda) x π ).

Il pi greco è fondamentale quanto lo è sapere la sua storia.”

Il Pi greco nasce circa 4.000 anni fa quando le menti più brillanti della matematica, sfornavano quei valori e quei teoremi che oggi sono indispensabili, se non di più, quanto allora.

Si pensa che i primi matematici ad utilizzare per la prima volta il valore non esatto di 3,14 ma 3,125, furono i Babilonesi. Successivamente il valore venne modificato in 3,160 come appunto testimonia l’antica documentazione che rappresenta il Papiro di Rhind.

Il valore continuò ad essere mutevole: in un paragrafo (4:2 tratto dal “Secondo Libro delle Cronache” appartenente alla Bibbia), della Bibbia, Gesù descrive la larghezza e lungezza delle sponde di un fiume con una serie di teorie che portano il valore di π ad assumere un approssimazione che lo identifica semplicemente con il numero 3. La prima mutazione di Pi greco che si avvicina di più al valore attuale corrisponde al III secolo A.C per opera di Archimede di Siracusa che sanzionò che π=22/7 ovvero sia 3,14). Successivamente, nel medioevo, il matematico ed astronomo indiano Brahmagupta, ripristinò nuovamente il valore  alla corrispondenza di 3,16 secondo la teoria, da lui studiata, che il valore fosse l’equivalente a √10, che fu però presto “rimpiazzata” dalla teoria che in realtà corrispondesse a 355/113 (3,141592) idealizzata da Zu Chongzhi, il valore più vicino a quello attuale calcolato da una mente umana. Venne ufficializzata la teoria di Archimede che prevedeva come valore della costante 3,14 e da allora iniziarono le mutazioni per quanto riguardasse il simbolo e la natura del valore. Isaac Newton ne calcolo 16 cifre successive alla virgola. Le variazioni portano al valore che abbiamo oggi: un numero reale, irrazionale e trascendente ( ovvero che non può essere frazionato poiché è irrazionale e che essendo trascendente non è un numero algebrico e dunque non può risolvere qualsiasi equazione che si deve risultare 0), il simbolo è π e le cifre ammontano a circa 9 trilioni, 9 mila miliardi (nel 2017, questo risultato è stato raggiunto da un potente computer da 6 terabyte e opportunamente modificato per “reggere” tanto a lungo).

È impressionante quanta storia abbia fatto questo valore e quanto, ancora oggi, i matematici continuano ad adoperarlo per applicarlo in più campi possibili e come continuino a scoprirne cifre nuove, così da precisarlo ulteriormente.

Il 14 marzo non è l’unico giorno in cui si può festeggiare: infatti il “π day” si può celebrare anche il 22 luglio (22,7 = 22/7) dalla teoria di Archimede.

Sicuramente pi greco è un numero infinitesimale ed è sorprendente con quale larghezza ed ampiezza il π influenzi così tanto la vita quotidiana di ognuno di noi. E come disse Simon Singh:

Un particolare numero sembra determinare la lunghezza dei fiumi che formano meandri. Il prof Hans-Henrik Stølum, uno scienziato della terra dell’università di Cambridge, ha calcolato il rapporto tra la lunghezza effettiva dei fiumi dalla sorgente alla foce e la loro lunghezza in linea d’aria. Anche se il rapporto varia tra un fiume e un altro, il valore medio è leggermente superiore a 3, cioè la lunghezza effettiva è circa 3 volte maggiore della distanza diretta in linea d’aria. In realtà il rapporto è circa 3,14, che è il valore approssimato di π ossia del rapporto tra la circonferenza e di diametro del cerchio. Nel caso dei fiumi, π è il risultato di una battaglia tra l’ordine e il caos.”

Scritto da Ary

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