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#savethebee

Caro lettore, anche tu sei a conoscenza della terrificante qualità di vita a cui sono costrette oggi le api? Ebbene si, ormai è da anni che si legge in giro per il web notizie che riguardano le api e non sono articoli rassicurati: le api si stanno estinguendo, purtroppo per noi.

Non posso non ammettere che da più giovane avevo una paura tremenda delle api e che le avrei uccise tutte volentieri – e devo ammettere anche che l’ho sempre pensato ma non ho mai avuto il coraggio di farlo, non appena mi avvicinavo e le vedevo muoversi, scappavo via urlando quasi come una femminuccia.

Tutti i miei coetanei, all’asilo ed elementari, guardavano l’ape Maia e ne parlavano a scuola ridendo e scherzando e io proprio non riuscivo nemmeno ad ascoltare quindi me ne stavo in disparte e pensavo tra me e me: “ma che vi ridete di cosa, dovrebbero bruciare tutte. Quelle pungono e basta. E in più sono anche brutte”.

Ad oggi sono passati più di 12 anni mai mi preoccuperei di andare a bruciare qualche ape qua e là, ma mi preoccupo seriamente della loro estinzione. Da piccola ero sciocca e non credevo quanto le api potessero essere fondamentali per mantenere un equilibrio nell’ecosistema. Ho letto articoli secondo i quali, senza le api andrebbe persino a rotoli il sistema agricolo riducendo così gli alimenti di circa l’80%. Senza le api il futuro è seriamente a rischio?

Le cause sembrerebbero essere, alcune in relazione con il surriscaldamento globale: il caro vecchio inquinamento (quanti problemi gli mancano ancora da creare?), i cambiamenti climatici che hanno portato a non avere più le stagioni come prima e con la stessa puntualità e l’utilizzo eccessivo di pesticidi che sono dannosi per le api e tutti gli animali selvatici che si nutrono sgranocchiando qualcosa dai campi. A causa di questi discordi ambientali, si va incontro a seri rischi che riguardano non solo il settore economico, che fino ad oggi grazie al lavoro dell’impollinazione e alla produzione del miele, grandi commercialisti hanno fatto soldi a palate, ma riguarda anche il settore agricolo e i risultati sono agghiaccianti.

Infatti sono proprio questi piccoli insetti impollinatori a cui dobbiamo la fioritura, crescita di piante importanti ed anche un agevolazione per il settore agricolo. Si stima che grazie al lavoro laborioso delle api in Europa si possano contare circa 4000 piante diverse e tra queste sono comprese tantissime piante che, lavorate a dovere, si tramutano in cibo.

E che dire del settore economico? Come ho tenuto a precisare prima, durante gli anni di soldi grazie alle api se ne sono fatti. Ma sono sempre stati dati in crescita o ci sono stati anche cali nel settore economico- commerciale? A dar risposta ci sono alcuni dati estratti dall’Enciclopedia gratuita Wikipedia: nel 2007 sono stati persi circa 250 milioni di euro nel settore agricolo in seguito ad un calo del 50% di api presenti sul territorio nazionale. Inoltre si precisa, sempre su Wikipedia, che anche l’Argentina, che sarebbe il paese che produce la maggioranza di miele con le sue ben 75 mila tonnellate, ha dovuto ridurre la produzione del 27%. Inoltre se si giungesse alla completa estinzione delle api, il costo da dover affrontare per effettuare l’impollinazione artificiale, porterebbe a gravi mancanze in economia, e come già sappiamo quando c’è crisi chi se ne accorge per primi siamo proprio noi.

Ma ci sarà almeno un rimedio per porre fine all’agonia che devono sopportare le api e, secondariamente, per pararci il didietro.

Eh si, ci sono alcune accortezze che sebbene siano piccole per noi, possono portare a grandi risultati nella lotta contro l’estinzione delle api, ed eventuale “crisi post apocalittica”: sostenere prodotti biologici preferendo prodotti più sani e genuini che sono nati da una coltivazione più ecosostenibile, limitare nel modo più assoluto tutte quelle cause che stanno portando ad anticipare o posticipare la primavera, così da ripristinare quell’equilibrio che c’era prima tra natura e animali. Inoltre si potrebbero costruire strutture come il “Bee Hotel” presente a Mantova, primo in Italia edificato all’interno di un parco pubblico, che , con i suoi 10 esagoni, offre 10 habitat differenti in cui le api possono rifugiarsi, vivere e riprodursi. Un rifugio per le api… un progetto avviato dagli apicoltori del territorio mantovano, insieme al patrocinio del comune di Mantova e la ditta “Realizzatori di idee”… un passo in avanti verso un mondo migliore.

Un modo per sensibilizzare le persone, per lanciare il messaggio di sos da parte dei questi piccoli insetti impollinatori. Anche Steve Hicker (regista) ha deciso nel 2007 di sensibilizzare un pubblico ma non di corridori come nel primo caso, ma partendo proprio dai più piccini dando vita a Barry, la famosa ape del film animato prodotto dalla DreamWorks Animation “Bee Movie”. Barry, un ape simpatica e sognatrice, una volta scoperto quella che sarebbe dovuta diventare la sua vita, decide di uscire dall’alveare in cui era cresciuto per scoprire poi che gli umani “abusano” del loro miele. Decide dunque denunciare la situazione arrivando addirittura in tribunale, dove vince poi la causa. Ben presto però si accorge che all’interno dell’alveare le cose non vanno bene perché la maggior parte delle api si ritrova disoccupate e quando esce per tornare nel mondo degli umani, si accorge che anche la vegetazione che prima era viva e verde, ha lasciato posto a terriccio arido. Torna dunque l’attività di impollinazione delle api e con sé l’equilibrio naturale. Grazie a questo divertente e avvincente film, anche i bambini possono apprendere già in tenera età quanto le api siano indispensabili per mantenere un equilibrio nella nature e per rendere il mondo un posto migliore.

E te che ne pensi? Non hai paura che le api si estinguano del tutto? Spero che anche te farai un passo avanti per contribuire in questa lotta. E ricorda che come dice Fabrizio Caramagna:

L’ape ricama fili invisibili da un fiore all’altro e cuce il prato di luce. E il polline che porta con sé, se lo guardi bene, è una polvere d’oro simile alle stelle, solo che anziché galassie crea l’incantesimo del miele”.

Scritto da Ary

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2 pensieri su “#savethebee

  1. L’inquinamento è senza dubbio la principale causa delle moria delle api. Credo che il problema sia più serio di quanto sembri. Infatti ci sono alcuni studiosi, quasi tutti a dire la verità, i quali temono che se le api dovessero estinguersi, la vita sulla Terra come noi la conosciamo cesserebbe di esistere. L’articolo è molto interessante anche perché tocca un temo molto importante ma sul quale sembra esserci pochissima attenzione. Anche le onde elettromagnetiche disturbano l’orientamento delle api che rischiano di non trovare più la strada per tornane al proprio alveare. Ma anche l’introduzione di specie predatorie aliene come la Vespa Mandarina, originaria del Giappone e giunta in Italia dall’Asia, verace predatore delle più comuni e preziose api. Fortunatamente gli avvistamenti della Vespa Mandarina in Italia e in Europa sono estremamente rari e sembrano frutto di errori di classificazione, riferendosi invece alla meno nociva Vespa Velutina, anche questa originaria del SudEst Asiatico ed accidentalmente introdotta in Europa probabilmente attraverso scambi commerciali, è comunque una pericolosa minaccia per le nostre api europee. La minaccia per le api non arriva dunque soltanto dall’inquinamento ma anche da fattori biologici come quella dell’introduzione accidentale di specie aliene, un problema ad ogni modo prodotto dall’uomo e dai suoi eccessivi scambi commerciali carenti di controlli adeguati. Ad ogni modo per il problema dell’inquinamento voglio consigliarti un libro cult, molto impegnativo ma dal grande valore scientifico, sempre che tu non l’abbia già letto: “Primavera Silenziosa, della biologa Rachel Carson.” Dal libro, pubblicato negli Stati Uniti d’America nel 1962 come denuncia su l’uso intensivo e sconsiderato di pesticidi, in particolare il DDT, nacque il moderno movimento ambientalista. Complimenti per l’articolo.

    1. hai perfettamente ragione, non avevo minimamente preso in considerazione anche la minaccia derivante dalle specie aliene, sopratutto perché ho voluto prendere quelle cause che una persona può, cambiando le proprie abitudini, cambiare da contro a pro. Il libro non l’ho letto e m’interesserebbe leggero, ti ringrazio per il consiglio, lo leggerò sicuramente 🙂 Grazie Daniele 🙂 Ary

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