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DONNE: “NOI L’8IAMO”

Caro lettore, oggi è una giornata di particolare importanza: è l’8 marzo ed oggi si festeggia. È il giorno dedicato alla donna, oggi è la nostra giornata! Spero che tutte le donne oggi possano festeggiare allo stesso modo, e che ognuna possa ricevere la propria mimosa.

Per molte donne l’8 marzo significa poter fare quello che si vuole: coccole, locali, uscire come le amiche… e non sanno che in realtà ha un significato più importante.

In realtà l’8 marzo simboleggia le lotte che le donne hanno affrontato nel corso della storia, soprattutto nel XIX e XX secolo. Sto parlando di quei movimenti che hanno cambiato il corso della storia e che hanno portato, alla donna, maggiore emancipazione. Mi riferisco a quei gruppi di donne, “suffragette” (oggi questo termine è pari a femminista), che hanno lottato contro quel regime che la sminuiva, sotto tutti gli aspetti, davanti all’uomo. Ripercorriamo insieme alcuni passaggi del femminismo e le varie lotte, che ha cambiato il corso della storia. Le prime lotte risalgono alla rivoluzione francese, in una situazione in cui le donne, oltre ad essere decisamente “inferiori”, non avevano nemmeno il diritto di poter dare una propria opinione politica tanto da negare anche il diritto di voto (suffragio).

Olympe de Gouges, drammaturga francese, scrisse in favore dell’Assèemble nationale, l’opera “Dichiarazioni dei diritti della donna e della cittadina”, nella speranza che il suo scritto fosse preso in considerazione. La prima opera per i diritti della donna che, dopo una breve introduzione, elenca una serie di quelli che dovrebbero essere i diritti di una donna in quanto cittadina del mondo: “La donna nasce libera ed ha gli stessi diritti dell’uomo. Le distinzioni sociali possono essere fondate solo sull’utilità comune” (articolo 1.).  Un gesto esemplare che fece del suo testo un punto di riferimento, per tutte quelle donne che in seguito decisero di fondare veri e propri movimenti.

Dall’Inghilterra fino ad arrivare nel resto dell’Europa e dell’America, le donne manifestavano e lottavano per arrivare ad ottenere dritti, che oggi alcune donne hanno il piacere di godere.

Dal diritto di voto alla manifestazione contro il corsetto con stecche di acciaio, od osso di balena, dando così vita, negli anni ’20, al primo reggiseno della storia. Gli anni ’20 furono un decennio di grandi conquiste per la lotta per un uguaglianza sociale: questo grazie, anche, alla stilista francese Coco Chanel, che si batté duramente per la causa, e arrivando allo scopo: le donne per la prima volta potevano portare i capelli corti “taglio maschio”, fumare sigarette e portare pantaloni. Furono anni in cui le donne erano sempre più agguerrite: grazie alle lotte non potevano solo indossare una fascia al posto del corsetto, indossare pantaloni, fumare, portare capelli corti, frequentare luoghi pubblici ma hanno anche, “grazie” alla prima guerra mondiale, potuto lavorare e, anche se meno della ricompensa data agli uomini, finalmente portare i “pantaloni in casa”.

Le lotte per i diritti della donna andarono avanti e con gli anni diventavano sempre più forti e grandi: negli Stati Uniti durante gli anni ’60, anni famosi anche per la lotta per i diritti degli afroamericani, si parlò per la prima volta di stupri, violenza sessuale e violenza domestica e fu introdotta la pillola contraccettiva. In Francia lo stilista Yves Saint Laurent introduce nel guardaroba femminile il “nude look” e lo “smoking da donna”. In Italia la donna aveva già ottenuto il diritto di voto nel 1946 e nel 1957 parità salariale e negli anni ’70 è arrivato anche il diritto di divorzio, aborto, rimozione del delitto d’onore (ora l’uomo che uccideva la propria moglie adultera, ne pagava le conseguenze) fino ad arrivare all’apice: indipendenza totale con o senza uomo.

Donna è bello. Donna non si nasce, si diventa

Tutte queste lotte hanno cambiato il mondo, e l’hanno reso un posto migliore. Oggi grazie a queste donne possiamo godere di svariati diritti, e possiamo festeggiare due giornate nazionali dedicate: 8 marzo (giornata dedicata alla rimembranza di tutte le conquiste sociali, economiche e politiche conquistate negli anni) e il 25 novembre (per lottare in favore dell’abolizione della violenza implicata sulle donne). Oggi siamo più libere, ed oltre a godere di quei diritti che una volta ci vietavano, possiamo godere di grandi servizi sempre grazie alle donne. Grandi invenzioni e scoperte portano infatti una firma femminile e mi chiedo il mondo oggi senza queste scoperte rivoluzionare, sarebbe lo stesso. Dall’Ottocento fino agli anni ’90, le grandi scoperte delle donne che hanno cambiato il corso della storia portando al mondo verso l’età moderna:

  1. Tabitha Babbit: nel 1800 creò la sega circolare, pensando che quella utilizzata dagli uomini della sua comunità fosse poco efficace;
  2. Ada Lovelace: nota matematica inglese dell’800, a lei è riconosciuta la collaborazione alla prima macchina analitica
  3. Josephine Cochrane: non poteva che essere una donna a dar vita alla lavastoviglie, 1887;
  4. Letitia Geer: 1899, fu proprio lei a creare la prima siringa utilizzabile con una mano;
  5. Florence Parpat: nel 1914 strutturò il primo frigorifero elettrico;
  6. Nancy Johnson: creò la macchina per il gelato;
  7. Anna Connelly: creò la scala antincendio;
  8. Margaret A. Wilcox: inventò il riscaldamento per l’auto;
  9. Mary Anderson: a lei dobbiamo il tergicristallo;
  10. Chi non ha mai giocato a monopoli? Grazie Elizabeth Magie;
  11. Hedy Lamarr: oltre ad essere stata una bellissima attrice hollywoodiana, la Lamarr si impegnò duramente nella lotta contro il nazismo inventando la guida criptata a siluri, un metodo di comunicazione, via radio, segreto che oggi è la base della tecnologia di trasmissione di segnali utilizzata anche per i telefoni e la rete wireless;
  12. Mària Telkes: fu una scienziata e inventrice del ‘900, fu lei a costruire la prima casa ad energia solare nel 1947;
  13. Stephanie Kwolek: creò una fibra tessile 5 volte più forte dell’acciaio, la “kevlar”, utilizzata per i giubbotti antiproiettile;
  14. Grace Murray Hopper: fu la prima a creare un software e ad utilizzare il termine “bug”, fu inoltre anche militare e matematica;
  15. Ann Tsukamoto: biologa, fu la prima ad isolare le cellule staminali.

Queste grandi scoperte hanno veramente dato un punto di svolta nel mondo

moderno, e grazie alla forza e alla determinazione di tutte le donne che hanno lottato, non solo per sé stesse ma anche per noi, oggi il mondo è un posto migliore.

Ma siamo sicure che sia così per tutte le donne? Purtroppo la risposta è no. Mi riferisco a quelle donne che a causa di una mentalità chiusa e una religione austera (non sbagliata), sono costrette ancora ad essere sottomesse dall’uomo.

Mona Eltahawy (giornalista egiziano americana) : “la realtà è molto più peggiore di quello che si può immaginare”.

Esistono ancora posti nel mondo in cui le donne non hanno il diritto di poter guidare le loro auto e per muoversi da casa devono per forza avere il “via libera” da un membro maschile della famiglia. Alcune sono costrette anche a dover vivere segregate nelle proprie abitazioni. E non è solo questo a rendere la situazione impraticabile; nel 2010 più di 40.000 minorenni sono state costrette a convolare a nozze con uomini adulti! (anche anziani) Direi che questo sia uno dei risultati più agghiaccianti che abbia mai avuto la sfortuna di leggere. Nell’oriente la donna è completamente soggiogata, non può pensare. Nella stra maggioranza dei casi questo accade perché la donna pensa che l’uomo la giudichi una stupida, ma la realtà è un’altra: credo che in realtà l’uomo abbia un po’ paura che la donna possa prendere il sopravvento. In fin dei conti le lotte vinte sono state moltissime, anche se non abbastanza, e gli uomini sanno fino a dove una donna può arrivare.

Nell’oriente, gli uomini possono essere bigami mentre le donne non hanno nemmeno il diritto di studiare, lavorare e di avere assistenza medica.

E ancora : in Italia ogni anno vengono uccise mediamente 150 donne e oltre 5000 hanno subito abusi di ogni genere almeno una volta nella loro vita.

La vita femminile non è mai stata facile e solo stringendo i pugni e lottando le donne hanno apportato migliorie al mondo.

Bisogna gettare l’ascia di guerra che fino ad oggi ha scatenato tante ostilità tra i due sessi. Bisogna riconoscere alla donna i propri meriti e diritti. Bisogna smetterla di alzare le mani contro una donna, urlarle contro, passare il tempo ad ubriacarsi per poi abusare di tua moglie, figlia, sorella o anche di una sconosciuta… anche perché è sempre stata una donna a creare la birra! Non si può non ammettere che l’uomo ha bisogno di una donna a suo fianco, che sia sua madre, nonna o sorella, moglie/fidanzata o figlia, e che la donna non abbia bisogno di una figura maschile, che sia padre, nonno o fratello, marito/fidanzato o figlio. Ognuno ha bisogno dell’altro e perdere tempo a farsi del male non porterà a nulla di buono e significativo. Cogliamo l’occasione e festeggiamo insieme l’8 marzo e il 25 novembre, per dimostrare la vera uguaglianza sociale, e per cambiare ognuno l’opinione che riserva per l’altro.

Io sono orgogliosa di essere donna e sono orgogliosa di tutte le donne: dalle lottatrici e manifestanti alle lottatrici sottomesse, perché non è facile svegliarsi ogni giorno accanto ad un uomo che ti maltratta e anche se sei sottomessa, ciò non toglie che anche tu sia una lottatrice. Sono orgogliosa di essere donna e di valere, anche se nel piccolo. Sono orgogliosa di essere donna e spero che un giorno questo messaggio che ho lasciato possa illuminare la strada a qualcuna, che possa essere d’ispirazione e insegnamento e che possa portare ad un sapere collettivo per non dimenticare.

La prima pallottola mi attraversò l’orbita sinistra e mi si conficcò nella spalla. Caddi in avanti verso Moniba, mentre il sangue usciva copiosamente dall’orecchio sinistro. […] Più tardi le mie amiche mi dissero che a quell’uomo tremava la mano mentre sparava. Quando arrivammo in ospedale, i miei lunghi capelli e la gonna di Moniba erano zuppi di sangue. Chi è Malala? Io sono Malala e questa è la mia storia

tratto dal celebre romanzo di Malala Yousafzai: Io sono Malala

Un auguri speciale a tutte le donne e anche alla nostra Martina che oggi  compie gli anni: “Auguri Marty e che tu possa festeggiare al meglio in una giornata importante come questa. Ti auguro tutta la felicità possibile e ti auguro altri 100 giorni come questi”.

Scritto da Ary

 

 

 Mentre guardi il video, leggi anche le scoperte che hanno fatto queste GRANDI DONNE 🙂

 

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