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Global Warming: dall’orso polare morente all’instabilità dei pinguini

Caro lettore che dire, questo è forse uno degli argomenti che attualmente mi sta più a cuore. Non è da molto che mi interesso della sfera globale e animale, ma diciamo che maturando ho cambiato i miei gusti personali. Da quando mi interesso a questi ambiti, ho letto molto in giro a riguardo per informarmi il più possibile, soprattutto per capire quali potessero essere quelle azione quotidiane che, con un po di consapevolezza, avrebbero potuto favorire una sorta di “guarigione” per il nostro povero mondo, tra poco solo “terreno”. Per l’appunto mi sono informata molto, e i risultati delle mie ricerche mi hanno portata a dover riflettere e vorrei condividere con te quello che più mi ha “mentalmente turbata” al fine di un agire comune.

Riflettendo troppo mi è venuto in mente che come io prima di interessarmi a questo argomento non sapevo nulla, anche gli altri vivono le loro giornate ignari di quello che accade dall’altra parte del mondo e senza sapere che, qualsiasi cosa accada, può avere o meno effetti negativi anche su di loro.  Basti pensare anche alla tormenta gelida che ha invaso parte dell’europa “nordica”, Italia compresa, proveniente dalla Siberia. Lo scioglimento di alcuni ghiacciai ha portato da noi il conseguente gelo e neve.  Prima che succedesse, dalle previsioni del meteo e dalle bellissime giornate di sole che c’erano qua a Mantova, avevo pensato che finalmente stesse arrivando la primavera. Ma i continui cambiamenti climatici, che vanno anche a toccare quella sfera riservata al dolce vivere selvaggio degli animali e al loro insostituibile habitat, non fanno altro che “sorprenderci”.

_ Ma i giubbotti si possono mettere via o devono stare ancora per un po fuori?

_ Pulizie di primavera in ritardo anche quest’anno no

Da sempre il mondo ha subito variazioni climatiche che ci hanno portato a vivere nel mondo in cui viviamo oggi. Cambiamenti che hanno portato all’estinzione di alcune specie di animali che oggi possiamo vedere soltanto attraverso documentari o film animati della casa produttrice DreamWorks.

Nell’ultimo periodo, il surriscaldamento globale è tornato a far parlare di sé scatenando un dibattito critico e solidale nei confronti di quegli animali che ne risentono di più. Un cambiamento che tocca direttamente il naturale ecosistema. Un cambiamento che percepiamo persino noi. Ghiacciai che si sciolgono portando il gelo nel resto del/dei paese/i circostanti, estati esageratamente calde con follate d’aria bollenti quasi da non riuscire a respirare. Le quattro stagioni non esistono più, o c’è troppo freddo o c’è troppo caldo: le stagioni sono inverno ed estate.

Se è dannoso persino per noi, che viviamo “più in là” da dove il riscaldamento globale colpisce di più, per gli animali che invece sono direttamente interessati in quanto il loro habitat naturale è proprio quello, come vivono questi

cambiamenti? Sebbene sia difficile elaborare una risposta adeguata, qualcuno ha già pensato di fornircene una che è plausibile e che da sola esplica tanti altri concetti in sé: Paul Nicklen (fotografo del National Geographic) che, insieme ad un team di Sea Legacy, ha pubblicato un video che vede come protagonista non tanto l’orso polare visibilmente denutrito e sofferente, ma la morte che ormai è, era, per lui imminente.paul nicklen

Secondo alcuni esperti l’orso sarebbe morto di fame in seguito ad un gravissimo mal nutrimento perché, a causa del surriscaldamento globale, non avrebbe potuto cacciare le prede arrivando così a dover ricorrere ad  usufruire e terminare tutta la massa grassa, e quella magra, in sé  tanto da arrivare a morire. Una scena piena di tristezza e sofferenza, una scena a cui l’uomo, oltre ad essere il carnefice del tutto, fa da spettatore. Purtroppo gli orsi polari non sono i soli a sentirsi estranei nel mondo che hanno sempre creduto fosse la loro casa

pinguininaturale e   che ne soffrono sia dal punto di vista “survival” sia per quello amoroso; ma anche i pinguini risentono molto del cambiamento climatico cui sono costretti e delle condizioni di vita imposte a causa del conseguente scioglimento dei ghiacciai: “Troppo caldo per l’amoree ancora “da anni i pinguini impera

tore non riescono più a trovare luoghi sicuri in cui riprodursi e nidificare, perché l’aumento delle temperature rende i ghiacci estremamente instabili, mettendo a rischio anche la sopravvivenza dei nuovi nati” (San Valentino, WWF: Questo amore è una camera a gas (serra)).

Come ho già detto prima da sempre ci sono sempre stati cambiamenti legati alla sfera climatica-ambientale, ma davanti a scene così cariche di tristezza e dolore, scene in cui gli animali per sopravvivere o si devono adattare ad un nuovo habitat, sebbene sia apparentemente la stessa terra, rischiando anche la morte o devono emigrare, non può che nascere un piccolo senso di colpa. Te come reagiresti se di punto in bianco ti ritrovi davanti ad una situazione praticamente invivibile e fossi costretto a cambiare completamente stile di vita o trasferirti in un posto di cui non sai nulla? Io non sarei tanto allegra come prima. Già devo accettare alcuni cambiamenti, come quelli climatici, adeguandomi continuamente…

Concludo questo articolo con le conseguenze, anche se sono visibili ad occhio umano: scioglimento dei ghiacciai, forti alluvioni, venti gelidi che impediscono alla primavera di svegliarsi dopo un lungo riposo; e con le cause che, essendo sempre le stesse, possano con il tempo diminuire e recare meno danno all’ambiente: troppo inquinamento, riduzione delle foreste che direi siano indispensabili per ossigenare l’aria e il continuo rilascio di gas tossici nell’aria. Basta avere un cuore e dedicare un po’ del tuo tempo, per essere più consapevoli. Basta poco per dare una svolta significativa alla grave situazione che stiamo vivendo e che ambiente e animali sono costretti a subire. Se non ci sono cambiamenti, se tutti insieme non uniamo le forze per portare al mondo una grande svolta, l’uomo non sarà più solo il carnefice, ne lo spettatore, ma sarà anche la conseguente vittima. Come dice Stefano Nasetti (autore del celebre libro “Il lato oscuro della luna”):

“La consapevolezza non è e non deve essere un atto di fede, ma una conseguenza della conoscenza”

Scritto da Ary

 

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3 commenti su “Global Warming: dall’orso polare morente all’instabilità dei pinguini

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