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Mantova: città d’arte…e di misteri!

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Che Mantova si tratti, da sempre, di una città misteriosa e suggestiva lo si sa ormai da secoli.

Vuoi per l’imponente castello che ti osserva dall’alto della sua maestosità, vuoi per il suo affascinante paesaggio ( d’inverno ancor di più essendo velato dalla nebbia), vuoi per le leggende che da sempre la contraddistingue resterà sempre e comunque meta apprezzatissima da turisti appassionati d’arte ma anche di mistero.

Si, avete capito bene, a quanto pare non tutti sono semplicemente interessati ad affreschi e dipinti vari, molti sono follemente attratti dalle leggende sui fantasmi ad essa attribuite.

Sin da bambino mi incantavo spesso , non volentieri sia chiaro, a fissare insistentemente una piccola finestrella laterale del castello ( all’entrata  di Piazza Sordello) come se stessi aspettando qualcuno.

Quando accadeva questo andavo alle elementari , avevo da poco scoperto le ” figurine dei calciatori Panini“, mi strafogavo ( o meglio, sniffavo) crostatine schiacciate dai libri di scuola e giocavo per ore sotto il sole cocente con, come sottofondo dei miei pomeriggi, mia madre che mi incitava di ” non farti male altrimenti ti dò il resto”  (quasi quasi mi vien nostalgia..) perciò il mio mondo, ed interesse, era ben lontano da quello di leggende e spiriti. Posso assicurare che non ne conoscevo mezza eppure lo facevo, fissavo per minuti quella piccola finestrella appannata. C’era un qualcosa che mi spingeva a farlo ma non so bene cosa…dovevo e basta.

Una volta divenuto adolescente (l’unica cosa che all’epoca mi interessava era quella di rubare “Novella 2000” a mia nonna e cercarci le modelle in costume da bagno…in tempi di magra anche “Famiglia Cristiana” aveva il suo perché) cominciarono a raccontarmene qualcuna e fu in quell’istante che capii che la mia innocente curiosità infantile si trattava di sensibilità. Ero molto sensibile all’argomento e, non appena potei farlo, cominciai a far ciò dal quale una persona normale starebbe ben volentieri alla larga: la caccia ai fantasmi.

Sinceramente non trovai mai niente, era come cercar un ago in un pagliaio, ma ammetto che i miei brividi ne furono pienamente d’accordo.

Ricordo ancora una mattina in particolare d’ottobre 2012 quando, durante la colazione, come mia consuetudine diedi una sbirciatina al giornale prima di recarmi al lavoro. Dopo una valanga di notizie che mi davano noia mi imbattei in un articolo talmente interessante da riuscir a farmi andar di traverso il caffè (che poi uscì dal naso, ma quelli son dettagli). A quanto pare due esperti ( ah, ecco cosa mi mancava!! L’esperienza…tacci tua) acchiappa fantasmi , arrivati da Forlì nelle loro bizzarre e sceniche vesti, si recarono nella mia città dopo la segnalazione di alcuni  abitanti ( ma allora lo fate apposta!) della presenza dello spirito di un duca Gonzaga  che, a loro dire, sussurrò ai moderni plebei ( ciucchi, aggiungo io)  il futuro  reimpossesso della città e dopo che a Santa Paola fu udito il belare di una pecora.

Dal pomeriggio stesso cominciai a far svariate ricerche e scoprii che di spettri vagabondi ce n’erano ben 5 da poter scovare. Allora perché non trovai nemmeno un loro pelo ai miei tempi d’oro? Semplice, in vita furono nobili con la stessa voglia di lavorare dei nostri politici, figuriamoci se sciuperebbero mai energia (e sudore all’odor di fagiano in umido) per manifestarsi, per Giove!

Non a tutti, quindi, è noto che Mantova non è una “semplice “( perché semplice non è) città d’arte, difatti è molto di più…è la città degli spettri.

Come avrete ben capito questo articolo vorrei dedicarlo a 5 storie fra delitti, tradimenti, bugie e scomodità  legate a spettri tormentati ed in cerca di pace ( senza contare dei fratricidi ad opera dei Gonzaga).

Bonifacio di Canossa (985-1052).

Correva l’anno 1052 quando, il 6 maggio, durante una battuta di caccia a San Martino dell’Argine fu ucciso Bonifacio di Canossa, padre della nota Matilde. In vita come personaggio fu alquanto bizzarro e non amato particolarmente né dalla chiesa né tanto meno dai mantovani ( si narra che la figlia fosse solita restituire alla chiesa gli averi rubati dal padre stesso). Si trattò, come d’abitudine per l’epoca, di un omicidio a sangue freddo camuffato da incidente, con l’aiuto di una freccia avvelenata ( giusto per essere sicuri della riuscita del delitto).

Dove poterlo cercare: lo si può cercare nei pressi della Rotonda di San Lorenzo (che fece costruire la figlia Matilde cercando di ricordare il Sacro Sepolcro) e presso Santa Maria dei Voti dove si trova la sua lapide murata.

Passerino (1278-1328).

Premettendo che con un soprannome del genere mi sarei suicidato dando al mio fantasma il compito di gettarmi nel fossato, la notte tra il 15 e il 16 agosto Rinaldo Bonacolsi ( più noto come Passerino) fu ucciso durante il colpo di stato organizzato da Luigi Corradi di Gonzaga con l’aiuto di Cangrande Della Scala. Fu una morte violenta quella toccata al capitano del popolo mantovano, e vicario ambientale, che pose fine al potere della famiglia Bonacolsi. Ma non è finita qui : giusto perché i Gonzaga non se ne facevano mai mancare una di stranezze, il suo corpo fu fatto imbalsamare per poterlo conservare  come porta fortuna, esposto nel museo naturale di corte su di un ippopotamo impagliato. Una delle ultime duchesse di liberò di questo strano ( ed orripilante) talismano gettandolo nel lago.

Dove poterlo cercare:  ovviamente a Palazzo Bonacolsi ( oggi Palazzo Castiglioni ) in piazza Sordello e al Palazzo Ducale (in particolare al Palazzo del Capitano e Magna Domus ).

 Agnese Visconti ( 1363-1391).

Il 17 febbraio del 1391 venne decapitata nell’angolo dell’odierna Piazza Pallone.

Fu per disgrazia la prima moglie di Francesco I Gonzaga che, non sapendo come liberarsene, la accusò di adulterio nonostante le reali motivazioni fossero di natura politica. Fece impiccare sia lei che l’ipotetico amante…ma la morte della donna non impedì certamente a Gian Galeazzo Visconti di tentar comunque la conquista di Mantova.

Dove poterla cercare: la si può trovare sofferente in Piazza Pallone nelle notti nebbiose e di luna piena. Ex custodi  han dichiarato di aver sentito, durante i turni di notte, aleggiare nei corridoi la sua sottile voce che implorava perdono al marito ed alla figlia Ada.

James Crichton (1560-1582).

Il 3 luglio del 1582, durante un afoso pomeriggio assolato, l’Ammirabile Critonio (soprannome dello scozzese) venne ucciso per un diverbio fra uomini Alfa, che riporta un po’ ad un caso analogo ne ” I Promessi Sposi” (la conversione di Fra’ Cristoforo).

James Crichton e Vincenzo Gonzaga (quest’ultimo accompagnato da un suo cortigiano) si incontrarono, per fatalità, sullo stesso lato della strada. Dopo una lunga colluttazione sfoderarono le spade…il cortigiano ( che per sfortuna si trovò nel posto sbagliato e al momento sbagliato) e Crichton morirono immediatamente. Voci arrivate dall’epoca narrano che l’erede al ducato detestasse con anima e corpo quell’adulatore poliglotta, acculturato ed affabile con le donne.

Dove poterlo cercare: presso la chiesa di San Simone e San Giuda e nelle vie limitrofe dove avvenne il duello.

Ferdinando Carlo ( 1652-1708).

Il 5 luglio del 1708, l’ultimo duca di Mantova muore a Padova. Si dice la sua morte sia stata premeditata  poiché, a quanto pare, fu avvelenato da qualcuno con l’intento di sottrargli l’eredità gonzaghesca. Nel 1707, a causa dei suoi innumerevoli errori di calcolo politico, fu esiliato da Mantova dichiarato fellone dell’imperatore. Per quale motivo dovremmo cercarlo qua quindi? Agli inizi del ‘900 , quando fu demolita la chiesa dove fu sepolto, un lontano parente della famiglia Gonzaga riuscì a recuperare il cranio dell’antenato. Il teschio di Ferdinando rimase ai Gonzaga di Vescovato fin quando Gian Francesco Gonzaga , nel 1999, decise di riportarlo a Mantova e seppellirlo in Santa Barbara.

Dove poterlo cercare: nei pressi della chiesa di Santa Barbara e nel Palazzo Ducale dove visse a lungo.

Spero questo articolo vi sia piaciuto e che sia stato degno di lettura.

Quindi, se siete amanti del paranormale ed in cerca di brividi forti (ma forti davvero), qui a Mantova ce n’è per tutti…e non si tratta  solo del solito “fantasma del castello” . Ma questa è tutt’ altra storia, che vi racconterò più avanti.

Buon tour…fantasmagorico.

 

 

 

 

 

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